DEGES, I PICCOLI PRODUTTORI DELLE GIUDICARIE ESTERIORI SI PRESENTANO

15 settembre 2026 | Di Walter Nicoletti


Le produzioni di nicchia e artigianali hanno ancora futuro? Per scoprirlo siamo saliti verso le Giudicarie Esteriori, vale a dire quel settore trentino che si incastra fra la val Rendena e la valle del Chiese a formare l’altopiano che unisce in un unico perimetro il Bleggio, il Lomaso e il Banale. Stiamo parlando del territorio che ha dato i natali a don Lorenzo Guetti, il fondatore della cooperazione trentina la cui testimonianza rivive anche in questa rete di produttori ed artigiani del cibo uniti dalla passione per l’agricoltura di montagna, l’ambiente che li circonda e la comunità che li ospita.

Quando la rete fa la forza

Insieme, e sono tanti, hanno costituito la DEGES, Diffusione Enogastronomica Giudicarie Esteriori, una rete che comprende la panificazione e la pasticceria, le carni ed i salumi (celebre a riguardo la Ciuiga del Banale), produttori di piante officinali, allevatori e casari, orticoltori, pataticoltori e coltivatori di piccoli frutti e ancora apicoltori, vignaioli e i cultori della famosa Noce del Bleggio.

Fra gli obiettivi c’è sicuramente la conoscenza e la promozione delle tipicità di un territorio che ha mantenuto come pochi altri i tratti della tradizione contadina sia nella conformazione e nel rispetto del paesaggio rurale, sia nel mantenimento delle abitazioni, contrassegnate da esempi di restauri conservativi e ristrutturazioni realizzate nel pieno rispetto della storia e delle tradizioni legate all’agricoltura di montagna.

Dal campo alla tavola

Il punto di forza di questa rete di agricoltori di montagna è sicuramente quello di seguire l’intera filiera, dalla produzione alla trasformazione. Fatto questo che ha spinto gli aderenti alla DEGES a dare vita ad una serie di sinergie che hanno l’obiettivo di promuovere i prodotti aziendali e nello stesso tempo anche il territorio delle Esteriori considerato a tutti gli effetti un vero e proprio “sistema locale”. Questo spirito di impresa ha portato questi piccoli produttori a collaborare con la rete della distribuzione dell’intero Trentino occidentale con la presenza presso numerosi punti vendita di angoli dedicati alle produzioni DEGES. Altre forme di collaborazione riguardano le Terme di Comano e l’Azienda per il Turismo Garda Dolomiti, nonché i mercatini di Natale che, ad iniziare dalla splendida cornice di Rango, conferiscono a questi prodotti tutto il fascino dell’unicità dell’agricoltura di montagna.

Una giornata (davvero) particolare

Nella puntata che BuonAgricoltura ha dedicato all’esperienza della DEGES abbiamo incontrato persone davvero interessanti, accomunate dalla passione per il proprio lavoro e proiettate in una dimensione locale che apre alle grandi questioni del nostro tempo.

Nelle campagne di Madice, una piccola quanto solare frazione del comune di Bleggio Superiore, incontriamo Cristian Malacarne, un giovane produttore, da alcuni anni Presidente della DEGES. Cristian ci parla del suo progetto imprenditoriale incentrato sulla trasformazione in proprio dell’intera produzione agricola. Un esempio in tal senso è la filiera delle corniole, un frutto particolare, simile se vogliamo all’oliva anche nel metodo di raccolta che avviene per scuotimento delle piante e raccolta a terra. Il risultato sono dei trasformati come le confetture, le puree e altre leccornìe, che impreziosiscono l’offerta gastronomica dell’intero territorio.

Il conduttore di BuonAgricoltura Walter Nicoletti insieme a Cristian Malacarne nel suo campo di corniole

Cristian Malacarne e la raccolta di Corniole
© Foto di Alessandro Holneider

Collegare la sostenibilità ambientale alla sostenibilità economica

Da Natale Iori, piccolo allevatore di capre e produttore, assieme alla moglie Manuela, di formaggi di qualità, apprendiamo anche una lezione di economia domestica. Il segreto, afferma con convinzione Natale, è quello della ricerca dell’equilibrio economico. Con sole 10 capre, la famiglia Iori è riuscita a dare vita ad un’interessante esperienza integrativa del reddito limitando al massimo le spese ed evitando investimenti fuori scala. L’utilizzo degli spazi storici dell’azienda di famiglia, il pascolo prolungato, investimenti mirati sul caseificio e la giusta quantità di fieno, hanno consentito il raggiungimento di un punto di equilibrio che ha qualcosa da insegnare a tecnici ed economisti.

Il conduttore di BuonAgricoltura Walter Nicoletti con Natale Iori e le sue capre al pascolo

Natale Iori e le sue capre
© Foto di Alessandro Holneider

Le siepi come incubatori di biodiversità

Dopo la visita all’apicoltura Castel Restor di Duvredo, dove abbiamo conosciuto Lucio Serafini e Marisa Pisoni e dove abbiamo approfondito le tecniche di produzione relative all’apicoltura in alta quota, abbiamo preso visione della più significativa esperienza di realizzazione di siepi del Trentino.

Il conduttore di BuonAgricoltura Walter Nicoletti insieme a Lucio Serafini e Marisa Pisoni dell’Azienda Agricola Castel Restor

Lucio Serafini e Marisa Pisoni dell’Azienda Agricola Castel Restor
© Foto di Alessandro Holneider

Ci riferiamo alla “cintura verde” realizzata attorno a Maso Pacomio di Castelcampo di proprietà di Marina Clerici e seguita nella parte forestale dal tecnico Luca Bronzini. Queste siepi, che si estendono per diverse centinaia di metri conferendo all’ambiente rurale una sorta di “interruzione naturalistica”, rappresentano una sorta di rifugio per i selvatici che frequentano le campagne circostanti e nello stesso tempo rappresentano degli scrigni di biodiversità per l’agricoltura di montagna. Una proposta che unisce pertanto la bellezza estetica con l’equilibrio ecologico e l’aumento della diversità biologica grazie a innumerevoli piante e varietà che spaziano dai sambuchi ai lillà botanici fino a diverse piante da frutto, anche selvatiche, e arbusti di diversa origine.

Il conduttore di BuonAgricoltura Walter Nicoletti con Luca Bronzini a Castelcampo, nello sfondo le siepi

Con Luca Bronzini a Castelcampo
© Foto di Alessandro Holneider

Esempi che ci parlano direttamente dell’importanza della cura del territorio e della biodiversità, intesa come ricerca continua di equilibrio e qualità.

La biodiversità è la condizione fondamentale per garantire il futuro dell’ambiente e dell’agricoltura di montagna, continuate pertanto a seguirci sui nostri canali per non perdere i prossimi approfondimenti.



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